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Territorio

Storia

di Venerdì, 03 Maggio 2013 - Ultima modifica: Giovedì, 18 Luglio 2013
Via Quattro Novembre

Breve excursus storico su Roverè della Luna

In diverse località, come ad esempio ai ''Feldi'', ai ''Lomeri'', ai ''Novaleti'' furono scoperti molti resti dell'età del ferro, come fusarole, ceramiche, coltelli, scuri ed altri utensili. Gli stessi luoghi restituirono anche testimonianze dell'età romana: tombe e monete che coprono l'arco temporale da Augusto fino a Valentiniano, oltre che reperti di epoche successive. In particolare nella zona dei ''Feldi'' vennero ripetutamente alla luce molte sepolture assegnabili all'età tardo-romana.
Roveré della Luna, con Mezzocorona e Grumo, costituiva il feudo vescovile della vicinia e componeva, con questi due centri anche la ''Comunitas Meci de Corona''. La nascita del centro è da collegare ai dissodamenti intrapresi nel corso del XIV secolo: nel 1327, infatti, il conte Enrico di Tirolo, figlio di Mainardo II, aveva ceduto ad alcuni suoi ministeriali dei terreni improduttivi ad ''Aicholz'' (la versione tedesca del nome di Roveré della Luna''), affinché fossero dissodati. Le prime costruzioni raggiungeranno progressivamente il numero di 18 masi, posti sotto il controllo dei Metz prima e dei Firmian poi, che vi esercitavano anche il diritto di giurisdizione. Il paese è denominato ''''Roveredo'' in un documento del 1333 e nell'investitura principesco vescovile del 1391 ''Rovredi a Luna''. Sotto il profilo ecclesiastico, Roveré della Luna dipendeva in origine dalla pieve di Mezzocorona, fu eretto a curazia il 20 luglio 1609 ed il 31 luglio 1915 fu elevato a parrocchia. Il primo parroco fu don Pietro Panizza da Spormaggiore (1916-1925).
Nel XVII secolo i masi e le proprietà fondiarie erano nelle mani della nobiltà, ma nei secoli successivi passarono gradualmente alle nuove famiglie arrivate in paese. Allo scadere dell'Ottocento nacque il Corpo Pompieri (1887) ed erano presenti a Roveré della Luna alcune ditte produttrici di vino, di proprietà di Enrico Paoli, di Tito Parisi, di Antonio Preghenella e di Gennaro Vigili de Kreutzenberg. All'inizio del secolo successivo nacquero l'associazione della Società agricolo operaia cattolica (in sigla SAOC); la Cassa rurale e la Famiglia cooperativa (gli statuti risalgono rispettivamente al 1909 ed al 1912). Durante il periodo fascista, negli anni 1924 e 1926, si ipotizzò la possibilità di unire Roveré della Luna con i comuni vicini, ma si giunse ad un nulla di fatto. Alcuni anni dopo si pensò inoltre di annettere il paese alla provincia di Bolzano. Dopo la caduta del fascismo ed il secondo conflitto mondiale, l'abitato conobbe un progressivo sviluppo dagli anni Sessanta e Settanta del Novecento, ben testimoniato oggi dal benessere raggiunto dai suoi abitanti.
Tra i personaggi significativi del paese vanno ricordati i fratelli Narciso (1821-1859), Pilade (1832-1860) ed Oreste (1835-?) Bronzetti, che si distinsero come garibaldini. Di Roveré della Luna è anche il geologo Bruno Parisi (1884-1957). Sarebbe ozioso soffermarsi a discutere sull'appartenenza etnica di Roveré della Luna, visto che le vicende del recente passato hanno opposto in modo polemico tedeschi ed italiani, impedendo ancora adesso una valutazione obiettiva. Ai posteri, dunque, l'ardua sentenza.
(Testo a cura dello storico Paolo Dalla Torre - www.paolodallatorre.it)
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