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ARTE E CULTURA

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facciata della Cappella di sant'Anna

Cappella di sant'Anna
Il piccolo edificio sacro si trova nella piazza principale di Roveré della Luna, a lato della chiesa parrocchiale di santa Caterina d'Alessandria, vergine e martire. La prima notizia della cappella di sant'Anna risale al 2 dicembre 1500, quando il principe vescovo di Trento Udalrico IV di Liechtenstein concesse agli abitanti di Roveré della Luna di costruire un cimitero presso l'edificio sacro. Quest'ultimo è composto da un ambiente quadrangolare voltato al piano terreno, con tetto a due ripidi spioventi, una porta di ingresso con arco ogivale e due finestrelle quadrate, più un'altra sul fianco destro. Sulla facciata pochi lacerti dipinti sono quanto rimane della figura di san Cristoforo, protettore dei pellegrini, affrescata nel XVI secolo e riscoperta nel 1911. Sopra la porta di ingresso campeggia lo stemma Firmian, nella versione baronale, scolpito in pietra rossa di Trento. All'interno le pareti furono dipinte con la tecnica del mezzo-fresco, da almeno quattro distinte maestranze locali, pittoricamente modeste, anche se aggiornate dal punto di vista iconografico: non si è in presenza di un ciclo unitario, ma di una serie di interventi da collocare nel corso del XVI secolo. L'affresco di fronte all'ingresso rappresenta il Trionfo della Morte secondo la tipologia più diffusa nei paesi tedeschi, con l'immagine di uno scheletro beffardo affiancato da una figura umana. In questo caso a destra della Morte si riconosce un cavaliere ed alla sinistra una dama, identificabili con Nicolò Firmian (1451-1509/1510) e con la moglie Dorotea von Metz (+1489). In loro memoria, infatti, il figlio Giorgio (1479-1540) realizzò l'edificio.

facciata della Chiesa parrocchiale di santa Caterina d'Alessandria

Chiesa parrocchiale di santa Caterina d'Alessandria vergine e martire
La struttura fu ricostruita fra il 1859 ed il 1861, su progetto dell'ingegnere Luigi de Eccher da Mezzocorona, cambiandone anche l'orientamento. Fu benedetta nel 1862, consacrata il primo maggio 1881 ed il 31 luglio 1915 elevata a parrocchiale. Lo spazio urbano è caratterizzato anche dalla presenza di una fontana, costruita al posto del monumento ai caduti e da una quercia. In passato sulla piazza si trovava un secolare bagolaro (''Celtis australis'') che aveva circa 200 anni e una circonferenza di oltre 6 metri: era utilizzato per affiggere gli avvisi comunali. All'interno, ad aula unica, i dipinti della volta sono opera di Camillo Bernardi, che li iniziò nel 1913-1914, per continuare dopo la Grande guerra, completandoli nel 1918-1919. La chiesa conserva tele di buona fattura, come la pala che rappresenta lo Sposalizio mistico di santa Caterina d'Alessandria, vergine e martire, opera di Martino Teofilo Polacco, eseguita probabilmente per interessamento dei baroni (conti dal 1749) Firmian. La tela è firmata e datata 1619. Da ricordare anche il dipinto con Cristo deposto con san Francesco di Assisi ed un angelo, lavoro di Stefan Kessler della seconda metà del XVII secolo e la tela che rappresenta L'educazione della Vergine, di scuola veronese, assegnabile alla seconda metà del Settecento. Sul campanile è murata la lapide sepolcrale del barone Guglielmo Baldessari von Löwenfeld, consigliere aulico ad Innsbruck, morto nel 1700. La patrona è festeggiata ogni anno il 25 novembre.

Palazzo Vigili de Kreutzenberg
Le origini del palazzo sono antiche, come indicherebbero sia lo studio della pianta dell'edificio, nato dalla fusione di alcuni corpi edilizi, sia la voce popolare che vorrebbe far risalire la costruzione della struttura all'anno Mille. Di sicuro il primo nucleo del palazzo fu il maso della famiglia Gartner von Sommerfeld, che occupò un posto di rilievo a Roveré della Luna. Fra le loro diverse proprietà va ricordato quello che nei documenti è chiamato ''alt Gartner Hof'', ''l'antico maso Gartner'', oggi palazzo Vigili de Kreutzenberg. La proprietà passò a questa famiglia in seguito al matrimonio fra Giuseppe Carlo Casimiro (1694 circa ? 1757), originario da Mezzolombardo e Maria Caterina Claudia Gartner von Sommerfeld nel 1721. I loro discendenti, annoverati fra i vicini di Roveré della Luna, si inserirono nelle vicende del paese, diventando una tra le famiglie più influenti del posto. Fra le attività economiche che gestirono si ricordino il redditizio allevamento dei bachi da seta, in una filanda costruita nei pressi del palazzo (oggi non più esistente) e la produzione enologica. Il palazzo è caratterizzato dall'ordinata successione delle finestre, protette da inferriate secondo l'uso tedesco e da quattro bifore, stilisticamente assegnabili alla fine del XV secolo o agli inizi del XVI, due sul lato est, altrettante su quello ovest. Verso la strada è stato messo in luce un frammento della decorazione a finte pietre, databile alla seconda metà del Quattrocento. Le cornici lapidee delle finestre risalirebbero al Settecento e si ricollegano probabilmente agli interventi promossi dopo il matrimonio fra i Vigili de Kreutzenberg ed i Gartner von Sommerfeld. L'edificio, caratterizzato al piano terreno da un ampio ambiente a volta e da altri locali di dimensioni più ridotte, è composto al primo ed al secondo piano da un salone centrale passante, ai lati del quale si dispongono le varie stanze. Al primo piano, a metà del salone, si nota il punto di ammorsamento di due antichi corpi edilizi. La stanza di sud-est fu interamente dipinta nella seconda metà del XIX secolo e propone una finta architettura, che si ''apre'' idealmente verso l'esterno. Al secondo piano, invece, ogni stanza conserva il colore originario, diverso per ciascun ambiente.

(Testo a cura dello storico Paolo Dalla Torre)

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