Chiesa parrocchiale di Santa Caterina d'Alessandria

La chiesa parrocchiale, intitolata a santa Caterina d'Alessandria, vergine e martire, è documentata dal 1538

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Descrizione

Chiesa

Fu ricostruita fra il 1859 ed il 1861, su progetto dell'ingegnere Luigi de Eccher da Mezzocorona, cambiandone anche l'orientamento. Fu benedetta nel 1862, consacrata il primo maggio 1881 dal vescovo Giovanni Giacomo Della Bona assieme all’altare maggiore, in cui sono state deposte le reliquie dei ss. Benedetto, Bonifacio e Aurelio ed il 31 luglio 1915 elevata a parrocchiale.
Lo spazio urbano è caratterizzato anche dalla presenza di una fontana, costruita al posto del monumento ai caduti e da una quercia. In passato sulla piazza si trovava un secolare bagolaro (''Celtis australis'') che aveva circa 200 anni e una circonferenza di oltre 6 metri: era utilizzato per affiggere gli avvisi comunali. All'interno, ad aula unica, i dipinti della volta sono opera di Camillo Bernardi di Predazzo, che li iniziò nel 1913-1914, per continuare dopo la Grande guerra, completandoli nel 1918-1919. La chiesa conserva tele di buona fattura, come la pala che rappresenta lo Sposalizio mistico di santa Caterina d'Alessandria, vergine e martire, opera di Martino Teofilo Polacco, eseguita probabilmente per interessamento dei baroni (conti dal 1749) Firmian. La tela è firmata e datata 1619. Da ricordare anche il dipinto con Cristo deposto con san Francesco di Assisi ed un angelo, lavoro di Stefan Kessler della seconda metà del XVII secolo e la tela che rappresenta L'educazione della Vergine, di scuola veronese, assegnabile alla seconda metà del Settecento. Esposte in chiesa sono le statue in scolpite in legno del Sacro Cuore, della Madonna Mediatrice, di san Giuseppe, di sant’Anna e dell’Angelo Custode. Lungo le pareti sono le statue in marmo dei quattro Evangelisti (XIX sec.) e i quadretti in legno scolpito con le stazioni della Via Crucis (XX sec.). Nel 2009, Anno Sacerdotale, per desiderio di alcuni fedeli, è stato esposto un quadro scolpito in rame che rappresenta san Pio da Pietrelcina. Sul campanile è murata la lapide sepolcrale del barone Guglielmo Baldessari von Löwenfeld, consigliere aulico ad Innsbruck, morto nel 1700. La patrona è festeggiata ogni anno il 25 novembre.

Modalità di accesso

L’accesso non presenta barriere architettoniche ed è ben segnalato

Indirizzo

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