Mulino Zadra

Sede dove si può visitare il mulino

© Consorzio dei Comuni Trentini - Creative Commons Attribution–NoDerivs-NonCommercial 1.0 Generic (CC BY-ND-NC 1.0)

Descrizione

Museo

La particolarità dei mulini di Roverè della Luna e la disponibilità dei proprietari vecchi e attuali, hanno consentito alla biblioteca negli anni passati di organizzare diversi laboratori didattici lungo il Rio alla scoperta di questi manufatti. Di seguito vi parleremo di un mulino veramente straordinario perché è tuttora funzionante, benché sia molto antico. Si può immaginare che questo è un caso più unico che raro per la nostra provincia e siamo testimoni diretti che vederlo attivo è un’esperienza veramente coinvolgente e anche per i ragazzi emozionante.
Osvaldo Zadra, l’attuale proprietario che con il suo racconto appassionato ci ha permesso di scrivere il testo, non fa il mugnaio se non per uso poco più che personale, ma ha una tale passione per il manufatto che ha ereditato dal padre Angelo e dal nonno Enrico, che è persino diventato un tecnico e un restauratore provetto, costruendo personalmente i pezzi che servono a riparare il grande mulino o recuperandoli in modo anche fantasioso, pur di mantenerlo in funzione.

Il mulino di Osvaldo Zadra, fu acquistato dal nonno Enrico Zadra nel 1870, ma risale probabilmente a inizio ‘800. Si tratta di un mulino di tipo vitruviano costruito tutto in legno: la forza motrice in origine era quindi data dall’acqua che grazie all’utilizzo della ruota idraulica, sfruttava la corrente del rio Molini per far ruotare la pietra macinante.

Con la forza dell’acqua il mulino ha funzionato fino agli anni ’40 del secolo scorso, quando si è dovuto convertirlo a forza elettrica, per la mancanza di acqua sufficiente nel Rio, a motivo della sua intubazione per altri sfruttamenti di tipo prima idroelettrico poi agricolo.

Poco dopo l’acquisto Enrico Zadra costruì la sua casa adiacente al mulino, alzata di un piano già a inizio ‘900 e poi negli anni ’50 di un secondo.

Enrico e il figlio Angelo fecero dunque i mugnai di professione per lunghi anni a Roverè della Luna.

Durante la seconda guerra mondiale Angelo conobbe un certo Zocchi di Storo e insieme tornarono con un’avventura rocambolesca dalla Francia al Trentino a piedi attraverso le montagne; la loro amicizia divenne a fine guerra un produttivo rapporto economico dal momento che Angelo per lunghi anni si forni dal Zocchi, e dopo la sua morte dai suoi figli, del pregiato granoturco di Storo, che dava una straordinaria farina gialla.

Osvaldo fin da piccolissimo già negli anni ‘70 aiutava il padre nell’attività di mugnaio acquisendo con passione i ferri del mestiere. Fino agli anni ’80 la famiglia mantenne attivo il mulino sia per la produzione di farina bianca (frumento) sia per la produzione di farina gialla (granoturco), mentre ora Osvaldo macina solo la farina gialla del granoturco dei suoi campi.

Modalità di accesso

L’accesso non presenta barriere architettoniche ed è ben segnalato

Indirizzo

Ulteriori informazioni

Testo scritto dalla d.ssa Margherita Faes sulla base del racconto di Osvaldo Zadra

Sito web e servizi digitali OpenCity Italia distributed by Comunweb · Accesso redattori sito