Palazzo Vigili de Kreutzenberg

sede del palazzo

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Descrizione

Palazzo

Le origini del palazzo sono antiche, come indicherebbero sia lo studio della pianta dell'edificio, nato dalla fusione di alcuni corpi edilizi, sia la voce popolare che vorrebbe far risalire la costruzione della struttura all'anno Mille. Di sicuro il primo nucleo del palazzo fu il maso della famiglia Gartner von Sommerfeld, che occupò un posto di rilievo a Roveré della Luna.
Fra le loro diverse proprietà va ricordato quello che nei documenti è chiamato ''alt Gartner Hof'', ''l'antico maso Gartner'', oggi palazzo Vigili de Kreutzenberg. La proprietà passò a questa famiglia in seguito al matrimonio fra Giuseppe Carlo Casimiro (1694 circa ? 1757), originario da Mezzolombardo e Maria Caterina Claudia Gartner von Sommerfeld nel 1721. I loro discendenti, annoverati fra i vicini di Roveré della Luna, si inserirono nelle vicende del paese, diventando una tra le famiglie più influenti del posto. Fra le attività economiche che gestirono si ricordino il redditizio allevamento dei bachi da seta, in una filanda costruita nei pressi del palazzo (oggi non più esistente) e la produzione enologica. Il palazzo è caratterizzato dall'ordinata successione delle finestre, protette da inferriate secondo l'uso tedesco e da quattro bifore, stilisticamente assegnabili alla fine del XV secolo o agli inizi del XVI, due sul lato est, altrettante su quello ovest. Verso la strada è stato messo in luce un frammento della decorazione a finte pietre, databile alla seconda metà del Quattrocento. Le cornici lapidee delle finestre risalirebbero al Settecento e si ricollegano probabilmente agli interventi promossi dopo il matrimonio fra i Vigili de Kreutzenberg ed i Gartner von Sommerfeld. L'edificio, caratterizzato al piano terreno da un ampio ambiente a volta e da altri locali di dimensioni più ridotte, è composto al primo ed al secondo piano da un salone centrale passante, ai lati del quale si dispongono le varie stanze. Al primo piano, a metà del salone, si nota il punto di ammorsamento di due antichi corpi edilizi. La stanza di sud-est fu interamente dipinta nella seconda metà del XIX secolo e propone una finta architettura, che si ''apre'' idealmente verso l'esterno. Al secondo piano, invece, ogni stanza conserva il colore originario, diverso per ciascun ambiente.

Modalità di accesso

L’accesso non presenta barriere architettoniche ed è ben segnalato

Indirizzo

Ulteriori informazioni

Testo a cura dello storico Paolo Dalla Torre

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